THE BLUE BIKE

Ieri sera, mentre facevo un po’ di cyclette riabilitativa, ho fatto partire la registrazione di un documentario che avevo registrato tempo fa su Bike Channel. Premesso che non sono un amante della bici devo dire che sono sempre molto affascinato dai panorami, dai paesaggi e anche dallo sforzo agonistico dei ciclisti, professionisti o amatori che siamo. Perciò malgrado tecnicamente non ne capisca niente (rapporti, bici spaziali ecc.) guardo volentieri programmi quali “Le grandi salite del ciclismo” con Davide Cassani (che se è davvero come appare in tv è veramente una persona speciale) un programma durante il quale Davide accompagnato da Massimo Boglia e da un grande nome del ciclismo attuale o passato percorre metro dopo metro le salite più famose di Giro d’Italia e Tour de France, raccontando sensazioni, aneddoti e particolari. Cos’ mi sono appassionato a questo canale e quando “sfogliando” i programmi ho visto un documentario dal titolo “The Blue Bike” l’ho registrato. Per farla breve si tratta dell’impresa sportiva di un uomo di mezza età che per onorare l’amicizia con un anziano vicino di casa, parte dall’Australia e si reca in Francia per ripercorrere la salita del Mont Ventoux, il “Gigante della Provenza” che l’amico ha fatto 25 anni prima. Per farlo userà la stessa bici da corsa dell’amico: la Blue Bike. Nota particolare: il protagonista da anni ha una vita sedentaria … il resto lo potrete scoprire solo vedendolo. Mi sono appassionato tanto che la mia pedalata è durata molto più del previsto, ho ammirato i paesaggi mostrati, da quelli australiani all’amata Provenza, ma soprattutto ho sofferto e “spinto” insieme a lui durante la durissima ascesa. Gli ultimi chilometri li ho vissuti con un senso di profonda commozione e all’arrivo avevo un groppo alla gola che si è trasformato in lacrime quando il protagonista, dalla cima del Mont Ventoux ha chiamato il suo amico in Australia per dedicargli il suo successo.

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21/03/13 – Un giorno triste

Pietro_Mennea_1952-2013

La notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno: Pietro Mennea non c’è più. Ho impiegato qualche minuto a rendermi conto di quello che veniva detto in televisione, mentre i ricordi della mia gioventù si facevano largo nella mente. Mennea ha accompagnato la mia crescita molto da vicino: ho praticato l’atletica dai 7 ai 15 anni, perciò dal 1973 al 1982, proprio gli anni in cui Pietro è stato, con Sara Simeoni, il faro dell’atletica italiana e mondiale. Io ero un ragazzino che correva ed ovviamente il mio mito era proprio lui, con la sua straordinaria velocità, la normalità fisica e anche la scontrosità. Inutile decantare risultati, imprese, record: per questo ci sono altre sedi. Qui c’è solo un ragazzo cresciuto a pane e atletica, attività che negli ultimi anni ha riscoperto, che vuole salutare in mito ed un esempio della sua gioventù: ciao Pietro Paolo Mennea, adesso sei il più veloce nel paradiso dei giusti.

Il video della vittoria alle olimpiadi di Mosca con la telecronaca di Paolo Rosi

http://www.youtube.com/watch?v=YbGbEbO4FTQ

ed una piccola dedica:

Che vita (Samuele Bersani)

L’amore oggi nel 2002
è un apparecchio momentaneo
infilato sotto il petto
Forse perché da quella data di settembre
è aumentato il senso
corrisposto del sospetto
Dal cielo arrivano le bombe
garantite intelligenti
che feriscono i sopravvissuti
e comunque crean carie ai denti

Che vita!
Ah, puoi dirlo, sento sempre il peso
di un controllo appeso al collo
Che vita!
Si direbbe fuori dal contesto
su nell’universo nello spazio…

Infatti forse un po’ per punizione
che ci batte in testa il sole
nonostante la tettoia Non credo che nessuno ormai si stupirebbe
se un bambino gli chiedesse
a cosa serve una grondaia?
A cosa servono i palloni
incastrati sotto le marmitte
a ricordare quando fuori
si giocava fra le 127

Che vita !
Ah puoi dirlo sento sempre il peso
di un ricordo appeso al collo
Che vita !
Pietro Mennea e Sara Simeoni
son rivali alle elezioni…

Però sul ponte fra Messina e Reggio
gli operai a gettoni sono progettati dalla Sony
Alla mafia han dato in cambio un Tamagochi
e il monopolio nazionale
del settore videogiochi!

E mentre inaspettatamente
comincio a perdere i capelli
Ho visto in giro i miei gemelli
pettinati ancora uguali-guali

Che vita!
Ah, puoi dirlo, sento sempre il peso
di un controllo appeso al collo
Che vita!
Si direbbe fuori dal contesto
su nell’universo nello spazio
Che vita !
Ah puoi dirlo sento sempre il peso
di un ricordo appeso al collo
Che vita !
Pietro Mennea e Sara Simeoni
son rivali alle elezioni…