10/11/13

Primo stop dell’anno. La settimana di riposo non ha portato benefici. Sicuramente ho preteso un po’ troppo dal mio fisico, non certo avvezzo a “corsette” di sei ore consecutive. Così l’uscita di mercoledì 6 per verificare le condizioni del polpaccio in vista della mezza di Riva del Garda si è rivelata una sofferenza per il dolore fin dal primo passo, tanto che alla prima salitella, dopo 1,7 km mi sono dovuto fermare, prima di far danni, visto che il dolore era insopportabile. Così zoppicando sono rientrato a casa, mettendo una croce sulla partecipazione alla mezza di domenica 10. Appena il dolore diminuirà andrò a farmi sistemare dall’amico Stefano, sempre pronto nel momento del bisogno.

31/10/13

La sei ore, se dal lato affaticamento non mi ha causato alcun problema, ho invece presentato il conto per quanto riguarda il dolore avvertito già sul finire della gara tra il polpaccio ed il retro del ginocchio. Malgrado il fastidio lunedì sera 6,58 km (41’41”) a Corri x Salò e mercoledì sera 6,76 km tra Villanuova e Gavardo (37’47”). Il dolore però è ancora molto forte e così decido di fermarmi una settimana, sperando di recuperare in tempo per la mezza di Riva, dove non conto di fare niente di speciale, ma solo di arrivare in fondo dignitosamente. La scorsa settimana, grazie alla sei ore, ho fatto registrare il mio massimo in km, totalizzandone 63,919. Anche il mese di ottobre è stato il più produttivo di sempre con 184,356 km quasi 23 km in più del precedente massimo fatto registrare a maggio 2013. I km da inizio anno sono arrivati a 1.402.

6 ORE – ULTRAMARATONA DEL TRICOLORE – REGGIO EMILIA – 26/10/13

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E’ arrivato il giorno della mia prima ultra-maratona. Stranamente l’avvicinamento è stato molto tranquillo e rilassato, molto più che quello ad una “mezza”. Forse l’aver realizzato il nuovo personale sulla mezza alla Brixia Half Marathon mi ha tolto la pressione che in maniera latente mi rendeva agitato prima di ogni gara (infatti già a Bedizzole ero particolarmente rilassato), così che gli ultimi giorni, a parte qualche fugace pensiero, non mi sono preoccupato più di tanto. La trasferta dei tre rappresentanti di Garda Running (oltre a me ci sono Beppe e Gualtiero) inizia alle 6,30 quando recupero Gualtiero sopra via Mulini. Ne approfitto per dare il buongiorno al “gruppo” su whatsapp postando la foto del camper nel buio del mattino. Passiamo da Gavardo a prendere Beppe e via in direzione casello di Brescia Sud per incontrarci con un amico di Beppe che verrà con noi. Ripartiamo da Brescia Sud alle 7,15 e malgrado un po’ di nebbia proseguiamo spediti.

Arriviamo a Reggio verso le 8,40 e dopo qualche giro a vuoto troviamo l’aeroporto (campo volo) nei cui pressi vi è il tracciato di gara. Rapido ritiro del pettorale e di nuovo sul camper per la “vestizione”. Facciamo tutto con calma e verso le 9,30 siamo a bordo pista dove sistemiamo le borse con qualche ricambio e con le riserve di gel ed integratori e riceviamo gli imbocca al lupo via whatsapp da tanti amici.

In pista ci sono già i concorrenti della 12 ore e della 100 km, partiti alle 8; poco prima delle 10 veniamo chiamati in zona partenza mentre i partecipanti alla maratona si accomodano duecento metri più indietro.

Siamo un bel gruppone e subito dopo le 10 finalmente partiamo. Ovviamente non ho alcuna esperienza per affrontare corse del genere, visto che al massimo ho fatto una 30 km ormai un anno fa. Beppe ci ha raccomandato di partire piano, di non farci “tirare” da altri atleti ma la cosa non è per nulla facile. I miei riferimenti personali sono solo sulle mezze e di conseguenza cerco di prendere un passo conservativo ma non troppo lento. Il percorso prevede un giro di 1.022 metri, pertanto risulta abbastanza facile tenere il conto dei km, anche se il fido Garmin rende tutto più facile. Il primo giro è molto lento causa traffico, ma subito dopo il primo passaggio io e Gualtiero iniziamo ad allungare rispetto a Beppe, pur senza esagerare. Gualtiero mi dice di essere intenzionato a posizionarsi sui 5’50” al km. Dato che conto di procedere attorno ai 6’ al km decido di lasciarlo andare. Il giro, dopo un tratto rettilineo prevede un’ampia curva verso sinistra con passaggio in zona ristoro, da lì una parte mista in leggerissima discesa, con curve a destra e sinistra inframezzate da rettilinei di raccordo, fino ad un tornantone a sinistra che immette sul lungo rettilineo dell’arrivo, in leggera salita. Cerco di controllare il passo ma è difficile, così finisco per seguire Gualtiero ad un centinaio di metri, mantenendo il distacco costante. La prima ora va via veloce e quando scatta sul mio Garmin leggo 10,32 km per una media di 5’49” al km un po’ più veloce di quanto avevo previsto. Dopo 10 giri effettuo la prima sosta al ristoro: ho pensato di cercare di mantenere la cadenza dei ristori che faccio di solito sulla mezza, arrotondando al giro. Pertanto il successivo lo farò al 15° giro (15,33 km). Proseguo bene, cercando di non aumentare il ritmo. Gualtiero è sempre avanti di un centinaio di metri mentre Beppe indietro di circa 250/300. La seconda ora passa tranquilla: continuo passo costante attorno ai 5’50” ed i giri aumentano regolarmente. Allo scoccare delle 2 ore leggo sul Garmin 20,65 km, esattamente il doppio della prima ora, il tutto senza essere in affanno. Al 20° giro (20,44 km) ho anche effettuato la terza sosta al ristoro, ripartendo però quasi subito. Capisco che il mio passo è forse un po’ eccessivo e decido, anche su consiglio delle mie gambe che iniziando ad essere un po’ stanche, di rallentare un po’. Per qualche giro proseguo sui 6’ al km ma poi la stanchezza inizia a farsi più pesante così che rallento ancora, tanto che al passaggio delle tre ore, ovvero metà gara, sono a 29,6 km (6’05” – parziale della terza ora 9 km circa – 6’40” al km). A dire il vero in questa ora c’è da considerare il tempo perso per un cambio maglietta e per una serie di ristori diventati più frequenti, causa le prime sensazioni di vuoto e il sole che prima timidamente, poi sempre più deciso splende sul circuito. Anche la noia inizia a minare le mie certezze, ma è quando supero il 31 km che andando verso l’ignoto la testa mi gioca un brutto scherzo. Inizio a pensare che ho ancora tre ore da fare sulle gambe, che non ho mai corso così tanto, che devo cercare di arrivare almeno ai 42,195 km della maratona e così facendo le mie certezze si frantumano. Proprio quando raggiungo Beppe, a cui ho recuperato un giro, la mante va in tilt ed inizio a camminare. Sicuramente la stanchezza gioca il suo ruolo ma pur capendo che è principalmente un problema di testa, non riesco a riprendermi. Inizio a fare affannosi calcoli su di un ipotetico passaggio alla maratona, sulla proiezione finale e così non faccio altro che peggiorare le cose. Alterno tratti di corsa a tratti di cammino e vedere la maggior parte dei concorrenti camminare non mi aiuta a riprendermi. I giri passano così lentamente, molto lentamente a la fatica aumenta sempre più. Dopo 3 ore e 30’ sono “solo” a 33,39 km ed alle 4 ore il Garmin segna 36,96 km con solo 7,36 km corsi (o meglio camminati) in un’ora. Vedo man mano svanire i “passaggi” alla maratona che mi sono immaginato e che il parziale alle 3 ore lasciavano presagire. Solo verso il 38° km mi scuoto un po’ dal torpore, grazie anche a “Baro”, l’amico di Beppe che si ferma un po’ con me dandomi consigli e cercando di motivarmi per arrivare almeno alla maratona. I minuti passano molto più velocemente che i chilometri e devo mentalmente promettermi dei premi quali il cambio scarpe, calze e maglietta dopo i fatidici 42,195 nonché il fatto di non correre più dopo questo traguardo personale, ma solo camminare. In qualche modo riesco ad arrivare ai 42,2 km ed essendo a poche decine di metri dalle borse, mi concedo una tranquilla camminata prima del meritato pit stop. Sul Garmin leggo 4 ore e 44’, sicuramente un tempo superiore a quanto speravo (attorno alle 4 ore e mezza). Sono però soddisfatto, anche se decisamente provato. In fin dei conti ho corso la mia prima maratona. Sto fermo quasi dieci minuti, durante i quali mi cambio, incerotto il piede destro che è abbastanza mal messo (vesciche enormi) e molto lentamente riparto alla volta del ristoro. Scadono le 5 ore ed i km sono 42,90 (parziale orario 5,94 km). Cammino per due giri, senza neppure pensare lontanamente a correre, ma anche così è una sofferenza, con un dolore tra spalle e collo davvero fastidioso. Anche Gualtiero è in difficoltà (per lui crampi) mentre Beppe, dall’alto della sua preparazione ed esperienza prosegue costante. Mi raggiunge nuovamente “Baro” che sta alternando mezzi giri di corsa a mezzi di cammino. Provo a seguirlo ma le sue ripartenze sono troppo brusche per me. Inizio però a correre qua e là, anche per spezzare la monotonia del camminare (seppur a buon passo). Quando sono circa a 47 km percorsi mi raggiunge Beppe e mi sprona a stare con lui. Malgrado il forte dolore che ho dietro il ginocchio, verso il polpaccio, riesco a seguirlo e così andiamo avanti insieme, con tratti di corsa e tratti al passo. Con stupore mi accorgo che i tratti di corsa sono al passo di 6’15”-6’30” al km (da solo non scendevo più sotto i 7’) e così nell’ultima parte della gara i km riprendono a salire. Lascio Beppe quando mancano 3’ minuti alle fatidiche tre ore. Lui ne ha ancora per lo “sprint” finale mentre io decido che può bastare, anche se quando manca un minuto e mezzo riparto e finisco correndo. Sono stanco, molto stanco ma anche felice.

Dopo la misurazione dei giudici raccolgo il pettorale lasciato come segnale, e mi avvio verso Beppe, non prima di essermi complimentato con Du Bien Sen, un simpatico Vietnamita/emiliano con il quale ho condiviso alcuni momenti della corsa. Tra chi ha terminato la sua fatica c’è un clima di cordiale cameratismo dato dall’aver condiviso uno sforzo che è qualcosa di intimo e personale prima che una gara contro gli altri. Con Beppe andiamo verso la zona borse, non prima di esserci complimentati con Paola Sanna, vincitrice assoluta della 6 ore. Senza fretta arrivo al camper dove mi concedo una lunghissima doccia rigenerante e rilassante, prima di recarmi con gli altri al pasta party finale dove ci servono un abbondante piatto di pasta, torta salata e crostata. Vengono pubblicate le classifiche e scopro di aver fatto 50,084 km occupando una lusinghiera 31° posizione su 48 classificati. Gualtiero ha totalizzato 52,157 km (19° posizione) e Beppe 53,886 km (15° assoluto – 1° di categoria). Roberto Baronio, il nostro ospite per il viaggio, addirittura 59,567 (8° assoluto).

Dopo le premiazioni, stanchi ma contenti ci avviamo verso casa, dove arriviamo verso le otto, mettendo fine a questa “avventura”.

A mente (e gambe) fresche l’esperienza risulta ancor più positiva. Ho dimostrato a me stesso che posso affrontare una maratona pensando di finirla in maniera quanto meno decorosa, senza dovermi sottoporre ad allenamenti particolari o troppo stressanti e che ho delle risorse e una forza di volontà che in fin dei conti non ero così sicuro di avere. In sei ore c’è stato tempo per pensare alla corsa ma anche a tante altre cose, il tutto mescolato al sudore ed alla fatica. In fin dei conti un’esperienza di vita oltre che una gara.

23/10/13

Settimana di scarico in vista di quella che sarà una nuova e si spera positiva esperienza: la mia prima 6 ore, ovvero come arrivare all’ultramaratona senza passare dalla maratona (o passandoci lo stessi giorno!!). Di conseguenza due sole uscite: Lunedì 21 Corri x Salò tranquillo (7,32 km in 47’14”) e mercoledì 23 giro della Baia (6,515 km – 36’50”29 – al km 5’39”).

20/10/13

Lunedì 14 Corri x Salò su nuovo percorso “improvvisato”, affrontato piano piano: 7,39 km in 50’04”, mercoledì 16 uscita in pausa pranzo di 8,33 km tra Portese, Rosei, Baia del Vento e CTS in 46’38” (5’35” al km) e domenica 20 con Beppe siamo a Cellatica per la 18° 5 campanili: un lungo di 21 km molto ma molto ondulato, che serve a me come ultima rifinitura per la 6 ore di Reggio Emilia di sabato prossimo. C’è parecchia gente ed una lunghissima coda alle iscrizioni (€ 4,00 per i non AICS). Dopo aver fatto partiamo tranquilli, affrontando i primi due km di piano, poi subito dopo via Fantasina, svolta a destra e ripida rampa sterrata (200 metri) che porta ad un sentiero a mezza costa, comunque sempre in leggera salita ci porta con qualche difficoltà fino al quarto km.  Altri due km abbondanti di saliscendi, questa volta su asfalto, fino al km 6,3 dove inizia un ripidissimo sentiero che in soli 480 metri ci fa salire di quota di ben 70 m. Al termine della salita troviamo il primo ristoro, dove aspetto Beppe che ha preso la salita con più calma di me. Segue una ripida discesa che affrontiamo con circospezione, dapprima sterrata e poi cementata. Appena terminata svolta a destra e nuova salita, dapprima leggera, poi via via più impegnativa, fino al km 9,7. Siamo in un tratto collinare molto piacevole, in mezzo alle vigne e malgrado il maltempo (tra l’8° ed il 10° km abbiamo anche preso un po’ di pioggia) proseguiamo bene, senza tirarci il collo. Dopo un altro su e giù il percorso dal 10,6 scende fino al 12,2 attraversando Ronco di Gussago. Qui troviamo il secondo ristoro e dopo aver bevuto qualcosa ripartiamo avvicinandoci ad una salita che vista da lontano ci ha decisamente preoccupato. La imbocchiamo al km 13,35 dopo peraltro essere già saliti un po’ di quota e si presenta come una rampa secca, su asfalto. E’ via Santissima ed il nome è tutto un programma: la prendo un po’ scoraggiato ma poi con il mio passettino costante me la mangio tutta, recuperando diversi partecipanti in crisi mistica. Supero il ristoro (14° km) senza fermarmi (manca ancora parecchio alla cima) e corro fino al tratto più ripido (con scalette) nel quale decido che è meglio camminare). Aspetto Beppe che è subito dietro e mi godo il panorama. Siamo al km 14,31 ed in un km siamo saliti di 77 metri. Ripidissima discesa nel bosco, a tratti bruttina (per fortuna è asciutta) e dopo uno scherzetto (rampa in salita al km 15,3) siamo finalmente al piano. A dire il vero la strada scende un po’ e ne approfittiamo per allungare il passo: 17° km in 5’43”, 18° in 5’22”, 19° in 5’49” (con sosta ristoro al 18,3 di una ventina di secondi). Poi di nuovo via di buona lena con il 20° in 5’24” e l’ultimo in 5’26”. Quando arriviamo non c’è più traccia dell’arrivo (a dire il vero il gonfiabile era stato abbattuto da un autobus prima del via), così raggiungiamo il ristoro (abbondante), ritiriamo la bottiglia e le calze (belle) che ci spettano e prendiamo la via di casa. Davvero un bel lungo domenicale, affrontato senza troppi patemi malgrado i 366 metri di dislivello +. Un’altra iniezione di fiducia in vista della 6 ore di Reggio. http://connect.garmin.com/activity/393045689

Note al contorno: il percorso, seppur impegnativo si è rivelato bello e “corribile” a parte forse la prima parte nel bosco che era un po’ troppo trail. I ristori numerosi ed efficienti, la segnaletica discreta (in alcuni punti le freccine blu non si vedevano facilmente), la sorveglianza buona con gli incroci presidiati in sicurezza. Ancora una volta abbiamo trovato tanti “furbetti del podismo” che di divertono a tagliare qua e là il percorso, riapparendo per incanto qualche km dopo che sono stati superati: ovvio che non conti nulla, che siamo ad una non competitiva, che non ci siano classifiche o premi, ma non si tratta di corse autogestite: l’impegno ed il lavoro degli organizzatori meritano di meglio. I rischi agli attraversamenti ci sono già seguendo il percorso segnalato, perché volerne aggiungere altri seguendo vie non presidiate e segnalate. Che sapore ha arrivare in fondo ad un 21 km avendo fatto 4 o 5 km in meno, vantandosi poi del tempo (si i 3 furbetti del podismo, ritrovati due volte davanti dopo averli passati commentavano anche il tempo realizzato sigh sigh). Per l’autogestione dei percorsi andate a correre da soli, che è meglio !

5 CASTELLI DI BEDIZZOLE HALF MARATHON – 13/10/13

Bedizzole è il luogo di partenza ed arrivo della mia quarta mezza maratona competitiva del 2013. Data la vicinanza da casa si parte verso le 7 da Salò. Sul percorso recuperiamo Beppe a Gavardo e in breve siamo a Bedizzole. L’aria è frizzantina così opto per correre con la maglietta termica, così da andare sul sicuro.

Siamo tutti abbastanza rilassati, visto che per molti di noi si tratta di un allenamento più che di una gara vera e propria. Dopo aver incrociato Raffaella e Sailer ritiriamo abbastanza velocemente il pettorale ed il pacco gara, nonché dei “modernissimi” chip (patacconi pentagonali di plastica) e rientriamo alle macchine per prepararci. Siamo in otto di Garda Running, un buon numero, e dopo esserci cambiati ci concediamo una foto ricordo tutti insieme (tranne Genny che è in giro a fare riscaldamento).

Gruppo

Si avvicina l’ora del via: breve riscaldamento giusto per toglierci l’intorpidimento e trasferimento in zona partenza. Io e Beppe dovremmo correre insieme per cercare di chiudere attorno alle due ore (sarebbe un buon lungo) perciò restiamo vicini, mentre perdiamo di vista gli altri. Ci raggiunge l’amico Francesco Dusi di Gavardo che poi correrà con me i primi 8 km. Poco prima del via raccomandazione dello speaker di alzare bene i piedi sul tappetino del crono perché non ben fissato: cominciamo bene !!

Partiamo con passo controllato, resistendo alla tentazione di andare più forte, benché la strada sia in discesa: 1° km 5’36”, 2° in 5’40”, 3° posto proprio davanti all’ex Italcase dove ho lavorato cinque anni (quanti ricordi) 5’48”, 4° in 5’31” favorito dalla leggera discesa verso Lonato. A metà del quinto giriamo verso il castello di Drugolo, su strada sterrata in salita. Passiamo al 5° in 28’23” (5’48”), superiamo il ristoro (bottiglietta e via)

ed il 6° con un po’ di discesa, posto nei pressi del bivio per il golf di Arzaga lo corriamo in 5’55”. Io e Francesco precediamo di qualche metro Beppe ed un amico di Francesco e procediamo chiaccherando, superando qualche concorrente sulla salita subito dopo il cartello del sesto km, ma sempre senza spingere (7° km in 5’49”) arriviamo all’inizio della ripida discesa per Padenghe (km 8 – 45’24”-parziale 5’17”). Il 9° km è tutto in discesa ma ci imponiamo di controllare l’andatura per non rischiare un fuori-giri prima della salita per Soiano. Scendo in 5’29” lasciando indietro Francesco che si ferma per un pit-stop e venendo superato da almeno una decina di concorrenti. Proseguo dei passo e nei primi metri di salita ripasso quanti baldanzosamente erano andati avanti in discesa … molto bene. Non spingo particolarmente ma salgo leggero arrivando al cartello dei 10 km, nei pressi del cimitero di Padenghe in 56’46” (parziale 5’53”) mentre il km successivo lo corro in 6’16” comprensivo di rallentamento ristoro e dell’ultimo tratto della salita. Francesco non è più rientrato perciò proseguo da solo, saluto Fabio che gira in bici facendo la spola tra me ed Imerio

il passaggio a Soiano (foto by Fabio)

il passaggio a Soiano (foto by Fabio)

e proseguo per l’ultima parte impegnativa che porta al valico verso Carzago. Senza forzare metto lì tre parziali ottimi (5’36”-5’38”-5’46”) malgrado la salita e arrivo al 15° km in 1.25”30. Decido di non aumentare l’andatura, malgrado stia bene, ma complice l’altimetria favorevole butto lì un 5’24” al 16° seguito da due 5’21” (17-18), da un 5’19” (19) e da un 5’10” al 20°, il tutto raggiungendo e sorpassando qualche concorrente qua e là. L’ultimo km è impegnativo, la strada sale in maniera abbastanza deciso. Io proseguo del mio passo superando 4 concorrenti e arrivando tutto sommato fresco all’arrivo con un parziale di 5’05” per gli ultimi 1.097 metri.

Il mio garmin dice 1.57’10” che è la mia seconda miglior prestazione di sempre. Non male per un lungo domenicale.

http://connect.garmin.com/activity/393045830

km

passaggio

parziale

km

passaggio

parziale

1

5’36”

5’36”

11

1.03’02”

6’16”

2

11’16”

5’40”

12

1.08’38”

5’36”

3

17’04”

5’48”

13

1.14’16”

5’38”

4

22’35”

5’31”

14

1.20’02”

5’46”

5

28’23”

5’48”

15

1.25’30”

5’28”

6

34’18”

5’55”

16

1.30’54”

5’24”

7

40’07”

5’49”

17

1.36’15”

5’21”

8

45’24”

5’17”

18

1.41’36”

5’21”

9

50’53”

5’29”

19

1.46’55”

5’19”

10

56’46”

5’53”

20

1.52’05”

5’10”

 

21,097

1.57’10”

5’05”

10/10/13

La settimana che porta alla mia quinta mezza maratona dell’anno (4 competitive e 1 non competitiva) si rivela disastrosa al livello logistico. Il lunedì devo nuovamente saltare “corri x Salò” causa lavoro e causa anche il maltempo mi trovo costretto ad uscire il mercoledì mattina alle 6. Riesco a raggranellare 10,22 km tra Portese e San Felice, facendo avanti ed indietro dalle strade più illuminate e meno isolate, combattendo con torpore, sonno e pioggerella fine-fine. Manca giusto un po’ di nebbia per rendere il tutto ancora più caratteristico. Tempo dell’uscita 58’12”83 (5’42” al km) neppure male considerate le condizioni e l’orario. La prevista rifinitura del venerdì la devo anticipare di un giorno e così esco il giovedì sera girando faticosamente sul percorso “caminaccio”. Riscaldamento + 5 giri per totali 8,1 km in 45’28”24 (anche troppo veloce). Il fastidio alla coscia in queste ultime settimane è progressivamente diminuito e perciò tutto è pronto per la 5 Castelli di Bedizzole Half Marathon, che intendo affrontare come un lungo domenicale, perciò senza esagerare. Soprattutto voglio ritrovare la sensazione di miglioramento nella seconda metà della gara, non come a Camignone e a Brescia dove negli ultimi km ho dovuto letteralmente remare.