30/06/09

Dopo aver smaltito la delusione per la maratonina del Garda inizio bene il mese, con uscite lunghe attorno ai 6’ al chilometro (15 km il 2/06 in 1 ora 30’36”) alternate a più brevi (circa 6/7 km con passo sui 5’30” al chilometro), tanto che al giorno 14 ho già corso 57 chilometri. Ma proprio con l’uscita del 14 si manifestano i primi sintomi dell’intossicazione causata dall’acqua dell’acquedotto di San Felice. Completo 10,6 chilometri ma le gambe sono fiacche e al momento non capisco il perché. La sera mi sale qualche linea di febbre e dato che anche e mia moglie ed i bambini stanno male, sentendo il medico capiamo che è successo qualcosa. L’intero paese è in ginocchio. Vengono emessi divieti di utilizzo dell’acqua per qualsiasi fine. Non sto in questa sede ad esternare i miei pensieri ma se ripenso a quanto sono stato male grazie all’incuria ed all’incompetenza di qualcuno (che finirà per farla franca come sempre in Italia) mi si torcono le budella. Per i miei famigliari la cosa si risolve velocemente mentre io mi trascino in condizioni pietose per due settimane, dato che comunque mi reco al lavoro e che ho un impegno pesante con gli Alpini, visto che domenica 21/06 si svolge a Bagolino il 33° Campionato Nazionale A.N.A. di corsa staffetta, di cui sono il principale organizzatore. Non so come faccio ma in qualche modo passano le due giornate di Bagolino e la gara è un successo. Appena terminata, ancora la domenica sera, partiamo con il camper alla volta della Toscana, per le programmate vacanze di giugno, fuggendo a tutta velocità dal “clima” malsano di San Felice. Per chi volesse approfondire l’argomento Acqua consiglio link http://comitatoacquabenaco.wordpress.com/  . Riesco faticosamente a correre solo il 26 giugno, completando 6,2 chilometri in 37’18”. In questo sciagurato mese di giugno il totale dei chilometri è di 63,4 ripartiti su 8 uscite.

In questi primi sei mesi dell’anno i km corsi sono stati 456,9 in 53 ore e 37 minuti.

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Maratonina del Garda 2009 – 24/05/2009

La domenica mattina mi presento puntuale nella landa desolata sotto Picedo e anche se c’è parecchio caldo, inusuale per il periodo, sono fiducioso di poter far bene, ovviamente penso di poter limare il tempo di Verona (1° errore tattico), forte di tre mesi in più di preparazione. Siamo circa 800 (se non ricordo male) tra cui molti atleti della Robur. Partiamo in direzione San Felice

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la partenza

e poi giriamo verso la Raffa, per un nuovo passaggio nella zona della partenza dopo circa 5 km. Viaggio tranquillo e senza affanni sui 5’30” al chilometro, cercando di mettere un po’ di fieno in cascina in previsione del tratto in salita. Appena dopo il quinto chilometro passo una gentile signora che scoraggiata mi dice che ormai non c’è più nessuno dietro e anche io che non mi volto mai cado in tentazione sbirciando alle mie spalle: diciamo che ha quasi ragione, dietro vedo una cinquantina di persone, ma non mi abbatto, proseguo tranquillo per la mia strada. Corriamo su un lato della SS572, con decine e decine di macchine ferme in coda nell’altra corsia, tra insulti, clacson e maledizioni. E se i primi passano troppo veloci per sentirle tutte, noi con il nostro passo ce le sorbiamo alla grande, oltre agli scarichi delle macchine ferme in coda. Il caldo aumenta ma io sto ancora bene, mantengo costante il passo e mi avvicino a Moniga, devo se da un lato finirà il “rompimento” delle macchine, dall’altro inizierà la temuta salita. Passo all’ottavo chilometro, in prossimità del cartello indicante Moniga, in 44’ esatti ovvero in perfetta tabella con i previsti 5’30” al chilometro. Svolto per Soiano convinto di star bene e di colpo si spegne la luce. Forse ho iniziato in maniera troppo allegra, forse il caldo inizia a farsi sentire o forse la testa va in tilt. Malgrado di solito, anche nei momenti di massima difficoltà mi imponga di correre, anche se molto lentamente, in questa occasione vedendo tutti quelli davanti a me camminare (i 4 o 5 che riesco a vedere nei 200/300 metri davanti) le gambe rallentano fino ad andare al passo. Sul lungo rettilineo in salita verso il 10° chilometro ed il ristoro cerco di ripartire ma vado a singhiozzo. Inizio ad agitarmi e a pensare a tempi e tabelle (2° errore) e neppure il ristoro migliora la situazione (anche perché trovo mezzi bicchieri di sali molto annacquati, bottigliette d’acqua e null’altro). Corro e cammino a tratti fino all’inizio della “vera” salita, coincidente con la pista ciclabile che porta a Castelletto / Fontanelle, dove la corsa saluta e resta solo una camminata neppure troppo veloce. Non vedo nessuno davanti e nessuno dietro e la cosa non fa che peggiorare la situazione, senza poi parlare delle famigliole in bicicletta che scendendo dalla ciclabile mi obbligano a scansarmi per non essere centrato. Complimenti alla loro educazione ed alla perfetta gestione della sicurezza del percorso. In qualche modo arrivo a Fontanelle dove trovo gli unici tre spettatori nel centro storico (unici dalla partenza all’arrivo) che ringrazio per l’incitamento. In uscita dalla frazione trovo il ristoro gestito dagli amici alpini di Polpenazze. Li saluto ma declino il salame che mi offrono (forse facevo bene a fermarmi …). Penso che il peggio sia finito, dato che ormai resta una parte ondulata tra Polpenazze e Puegnago e la discesa fino all’arrivo ma mi sbaglio. Ormai è mezzogiorno ed il sole è a picco. Sembriamo dei derelitti che vagano sul ciglio della strada. Anche le scarpe mi fanno dannare. Mi sembra di correre con gli zoccoli … alla fine anche i miei piedi ringrazieranno. Nei pressi di Mura raggiungo finalmente un altro concorrente, messo peggio di me. Facciamo due parole e anche lui è scoraggiato. Mi dice di aver corso a Torino, un paio di mesi fa, sotto le due ore … ed ora sta arrancando come me … accenna all’idea di accorciare un po’ la fatica (si potrebbe tagliare ovunque visto che non c’è neppure un tappeto per la rilevazione dei tempi intermedi) ma gli dico che non vale la pena (siamo poco prima della cantine Comincioli a Puegnago e prendendo a destra si risparmia almeno un chilometro) esortandolo a tener duro che ormai inizia la discesa. Dopo una provvidenziale sosta presso le fontane di Puegnago per rinfrescarci, corriamo insieme fino al 20° km, dove nei pressi del ristoro il mio compagno di viaggio si ferma dicendomi di andare avanti solo. Così, lentamente ma di corsa, mi avvicino al traguardo, trovando Gualtiero che affianca per qualche metro (era decisamente preoccupato non vedendomi arrivare)

dove transito in un deserto molto simile a quello trovato su tutto il percorso, nell’indifferenza generale di cronometristi e giudici di gara (gli unici presenti). Tempo finale 2 ore 22’58” (real time 2 ore 22’30”).

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finalmente è finita

Vado a ritirare il pacco gara (un pacco di ravioli e poco più) e mestamente mi avvio verso casa, con la coda tra le gambe. Mai più !!! Piuttosto di fare gare di questo tipo meglio stare a casa, mi dico.

Maggio 2009

31/05/09 – Dopo vari tentennamenti dovuti più che altro al percorso, decido di iscrivermi alla Maratonina del Garda che parte ed arriva a Polpenazze. L’altimetria non è delle più rassicuranti (tanta salita)

l'altimetria

l’altimetria

ma “forte” della mia condizione fisica decido di provarci. A questa fantozziana esperienza dedico un apposito post. Durante la preparazione corro a Latina con Enzo (cugino di mia moglie) essendo nella città laziale per l’Adunata Nazionale degli Alpini. Partiamo dalla periferia di Latina ed arriviamo fino quasi al Lido di Latina. Il 16/05 vado a provare parte del percorso della mezza,

il percorso

il percorso

quella che da Moniga sale a Fontanelle di Polpenazze. Parto da Fontanelle e scendo a Moniga (fin qui tutto bene) ma quando faccio dietro front per tornare a Polpenazze iniziano i guai. Le gambe non girano, la salita mi sembra quello dello Stelvio. Alla fine per fare 12 km (6+6) mi ci vuole 1 ora e 20’. Al pensiero di affrontare lo stesso tratto con la mezza mi viene male. Mi spiego la cosa con il caldo, col fatto di aver fatto l’uscita alle 13 dopo aver lavorato la mattina ed i giorni successivi le uscite sui soliti percorsi nei soli tempi mi rassicurano. Tutto pronto per il 24/05 … è solo un caso ma è il giorno dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1915 … senza voler fare irriguardosi e inopportuni paragoni lo stesso giorno combatterò la mia personale battaglia per completare la seconda mezza. Comunque, a parte l’esito della mezza, il mese di maggio si rivela proficuo e per la prima volta supero i 100 km mensili. Alla fine registro 116,21 km frutto di 14 uscite.

Aprile 2009

30/04/09 – Finalmente un mese positivo. Cerco di allungare un po’ le uscite, in previsione di una nuova mezza da programmare prima dell’estate. Il percorso prediletto è il “Baia del Vento”, con i suoi 6,515 km ondulati ed il passo è abbastanza costante, tra i 5’30” ed i 6’ al chilometro, a seconda della distanza dell’uscita. Il 16/04 scendo per la prima volta sotto i 36’ sul giro della Baia facendo segnare 35’47”19 (5’29”58 al chilometro). Per la prima volta mi alleno anche in trasferta, durante le vacanze di Pasqua. E’ piacevole correre con panorami diversi e in questa “prima” corro due volte ad Igea Marina (di cui una sulla battigia della spiaggia) e una volta a Pinarella di Cervia, in una bellissima pineta dove trovo tantissimi runners.  Totale chilometri di aprile 79,97 (11 uscite)

Febbraio e marzo 2009

28/02/09 – Dopo il necessario assestamento post-impresa (ovvero mezza maratona) il resto del mese esco solo sei volte, soprattutto a causa di molteplici impegni nell’Associazione Nazionale Alpini. Qualche segno della mezza di Verona lo porto sui piedi, soprattutto sulle unghie visto che le scarpe un po’ “piccole” mi procurano dei danni. Sbagliando si impara. A quanto già fatto aggiungo solo 36 km, cercando di fare un po’ di velocità, per l’imminente garetta sezionale degli Alpini, in programma il 1° marzo a Soprazocco di Gavardo. Riassumendo: a gennaio ho corso 77,4 km (10 uscite) e a febbraio 67,8 (9 uscite), le ultime 4 con le nuove scarpe Nike Air Pegasus, sicuramente più comode delle precedenti Asics.

31/03/09 – Marzo non è stato un buon mese. Dopo la più che decorosa gara degli alpini di Soprazocco del 1° marzo,

5,5 km in 30’33” malgrado salite impegnative e discese che mal si sposano con lo stato delle mie ginocchia il resto del mese  diventa un calvario. Tento di riallungare il chilometraggio di ogni uscita ma l’ 8 marzo si ripresenta il problema al quadricipite e devo stare fermo fino al 16, quando grazie al “solito” intervento di Stefano posso ripartire, seppur con qualche timore. Le nuove scarpe, anche se più comode delle precedenti, non mi soddisfano ma la mia inesperienza non mi fa ancora capire quanto non si adattino al mio piede (modo elegante per non dire che secondo me sono pessime …). Il 29 sono impegnato nella bagnatissima staffetta degli alpini a Pozzolengo, dove mi disimpegno abbastanza bene, chiudendo la mia frazione di 3 chilometri in 15’40” (passo 5’13” al km).

 Totale chilometri di marzo 55,1 (9 uscite).

Giulietta & Romeo Half Marathon 2009

La partenza

la partenza

08/02/09 – E’ il giorno della mia prima mezza maratona. Riuscirò a completarla? Ce la farò in un tempo decente? Il mio quadricipite reggerà? E la testa? La mattina sono agitato, raggiungo la zona della partenza posta di fronte all’ingresso della fiera e mi immergo nel marasma pre-via. Dopo qualche minuto devo tornare al camper per un pit-stop … benedetta agitazione. I minuti passano ed il momento fatidico si avvicina. Incrocio Manu e qualche compagno di squadra ma siamo tutti satelliti che circolano su orbite diverse. Faccio un po’ di riscaldamento, ma non troppo … devo già fare 21 km, non vorrei mai esagerare. C’è un gran “casino”. Gli speaker scaldano l’atmosfera. Entra in griglia il campione olimpico della maratona Stefano Baldini che si cimenterà pure lui sulla mezza. Be non male alla prima gara correre con un campione olimpico. Diciamo che lui corre … io partecipo per arrivare, ma non importa, calcheremo le stesse strade. Siamo un po’ in ritardo e la mia ansia cresce.

Poi tutto ad un tratto il via. Visto dal fondo, il serpentone che sale il cavalcavia della ferrovia fa una certa impressione. Parto a passo tranquillo, sono solo con le mie paure e le mie ansie ma anche con la voglia di regalarmi una emozione particolare, la voglia di poter dire “ce l’ho fatta”. Supero Porta Nuova ed affronto con una certa apprensione il selciato di Piazza Brà.

Arena

il mio passaggio attorno all’Arena

Intravedo Barbara ed i miei cuccioli Alex ed Andrea ed un po’ mi emoziono. La giornata è fresca ma non fredda e l’antivento comincia a darmi fastidio, così poco prima del quinto chilometro, nei pressi del ponte Scaligero, lo affido a mia moglie che lì si è spostata da piazza Brà. Corro con tanta gente, siamo un bel gruppone, probabilmente molti faranno la maratona e non la mezza, ma a me non importa. Eccomi al 5° km, il primo vero punto di controllo visto che non ho mezzi per rilevare distanza e tempo. Ci arrivo in 30’30” circa. Per adesso tutto bene. Mi sono imposto di correre “controllato” attorno ai 6’ al km e ci sto riuscendo. Mi avvicino al ristoro (Gualtiero mi ha raccomandato di non saltarli) e scopro che c’è solo acqua fredda, molto fredda. Me ne metto un sorso in bocca e la sputo. Non importa, durante le mie uscite non porto mai niente. Salendo verso il quartiere Chievo, man mano che ci si allontana dal centro, la densità di concorrenti diminuisce e fatico a rimanere concentrato sulla corsa. Per fortuna mi raggiungono e passano Gualtiero e Marilena (che fanno la maratona) ed il diversivo mi aiuta a superare questo momento. Supero l’Adige nei pressi dell’ottavo chilometro e ne approfitto per utilizzare il gel che mi porto appresso. Che saporaccio! Speriamo mi dia un po’ di energia. Proseguo su una strada dritta e noiosa (almeno al mio passo lento) ma arrivo bene al 10 km dove è posto il rilevamento cronometrico. C’è un po’ di confusione ma riesco comunque a vedere che siamo sull’ora e due minuti. Molto bene mi dico, anche in considerazione del minuto abbondante che ho impiegato a passare sotto lo striscione della partenza al via. Approfitto del ristoro raccogliendo una manciata di uvetta sultanina e bevo un goccio di integratore, il tutto praticamente senza fermarmi. Le gambe girano lente ma costanti e siamo ancora in tanti. Dopo pochi metri si svolta a sinistra ed inizia il tratto di ritorno. Si costeggia l’Adige che offre qualche scorcio interessante. Cerco di gestire le energie evitando di farmi trasportare dall’euforia ma comunque mi accorgo che man mano raggiungo alcuni concorrenti mentre da dietro non rinviene praticamente nessuno. Non cambia nulla ma psicologicamente aiuta. Il 15° chilometro arriva quasi senza che me ne accorga e conferma che il mio passo è costante: 1 ora, 31’ e spiccioli. Raccolgo una bottiglietta di sali senza fermarmi e la bevo (si fa per dire) proseguendo la corsa. Ci stiamo riavvicinando al centro di Verona. Mi aspetta il ponte scaligero, il passaggio in piazza Brà e poi lo stesso tratto dell’andata fino ai padiglioni della fiera. Al 17° chilometro, proprio ai piedi del ponte Scaligero si separano i destini di chi partecipa alla maratona che prosegue dritto, da chi come me (e siamo i più tanti) svolta a destra per la mezza. Il ponte è suggestivo ma impegnativo per l’andamento a schiena d’asino

Ponte scaligero

sul ponte Scaligero poco dopo il 17° chilometro

ma subito dopo il passaggio in pieno centro con tanta gente e la musica di alcune band rende meno faticoso l’arrivare al 18° chilometro. In zona porta Nuova troviamo il ristoro (anticipato) e bevo un breve sorso. Anche se inizio ad avvertire la stanchezza sto bene e in questo recupero più di un partecipante che probabilmente ha gestito meno bene di me le forze. Sul tanto temuto cavalcavia

cavalcavia

sul cavalcavia della ferrovia …. ancora poco più di 1 km

passo almeno una quindicina di persone. Sono galvanizzato e supero di slancio il ventesimo chilometro sbirciando il cronometro: 2 ore 2’. Manca poco, mi dico, ancora 5 o sei minuti e mentre lo penso accelero tanto che tra le transenne del piazzale interno della fiera mi sembra di volare (esagerato). Chiudo in spinta in 2 ore 7 minuti e 16 secondi.

L'arrivo

l’arrivo

Ce l’ho fatta!! Quello che ad ottobre non era neppure un pensiero, a novembre un sogno impronunciabile e poi man mano una speranza si è compiuta. Ho completato la mia prima mezza maratona: 21,097 chilometri di corsa in 2 ore 7 minuti e 16 secondi.

Diploma

il diploma

Da inizio Gennaio alla mia prima mezza

11/01/09 – Dopo qualche giorno di riposo per le vacanze di inizio anno riparto il giorno della Befana, sotto una fitta nevicata. Per l’occasione scendo a Salò e raggiungo l’altro lato del golfo, fino alle Cure del Lino. I km sono ben 11,7 ma il tempo è altissimo, 6’49” al chilometro. Sono affranto. Esco ancora due volte su percorsi noti ed il passo è subito migliore: 5’36” al km l’8/01 per 7,54 km e 5’40 al km il 10/01 per 7,14 km. Mi rassicuro un po’ anche se ormai manca meno di un mese a Verona. Totale settimanale km 26,362.

18/01/09 – Altre tre uscite per un totale di 26,096 km. Sulle distanze brevi viaggio sempre sotto i 6’ al km, ma appena la distanza cresce sono guai. Inoltre un fastidio dietro la coscia inizia a tormentarmi, soprattutto nei tratti in salita o quando allungo la falcata. Speriamo bene.

25/01/09 – Settimana disastrosa. Mentre risalgo dalla “Baia” sento una fitta fortissima al quadricipite e mi devo fermare. Riparto faticosamente e lentamente ma il dolore è forte. Arrivo a casa quasi in lacrime. Non è possibile, proprio adesso, a due settimane dalla mia prima mezza sono ko. Gualtiero mi dice di non disperare e di andare a farmi vedere da qualcuno. Chiamo l’amico Stefano che è fisioterapista e appena inizia a lavorare sulla mia coscia mi rassicura: è solo una contrattura. Sarà ma a me fa un gran male!! Dopo due sedute per sciogliere la contrattura mi dice che sono abile ed arruolato.

01/02/09 – Riparto ma senza forzare. Non sento dolore ma la paura di bloccarmi è tanta. Certo non è il miglior viatico per affrontare una mezza. Gualtiero mi sprona e anche Manu, una collega maratoneta tascabile molto ma molto veloce mi fa coraggio. Effettuo tre uscite di mantenimento, sui 6 km l’una a passo tranquillo superiore ai 6’ al km.

07/02/09 – La settimana della mia prima mezza scorre veloce tra preparativi dell’abbigliamento, studio del percorso sulle cartine. Esco il martedì per un giro della “Baia” da 6,5 km ed il venerdì per una rifinitura da 4 km. Il sabato sera, dopo aver ritirato il numero da Massimo che è passato a ritirare tutti quelli della nostra società (Robur Barbarano) parto con il camper per Verona con la mia famiglia. La cena è ovviamente a base di pasta, così da immagazzinare un po’ di carboidrati e la notte è un po’ agitata.