THE BLUE BIKE

Ieri sera, mentre facevo un po’ di cyclette riabilitativa, ho fatto partire la registrazione di un documentario che avevo registrato tempo fa su Bike Channel. Premesso che non sono un amante della bici devo dire che sono sempre molto affascinato dai panorami, dai paesaggi e anche dallo sforzo agonistico dei ciclisti, professionisti o amatori che siamo. Perciò malgrado tecnicamente non ne capisca niente (rapporti, bici spaziali ecc.) guardo volentieri programmi quali “Le grandi salite del ciclismo” con Davide Cassani (che se è davvero come appare in tv è veramente una persona speciale) un programma durante il quale Davide accompagnato da Massimo Boglia e da un grande nome del ciclismo attuale o passato percorre metro dopo metro le salite più famose di Giro d’Italia e Tour de France, raccontando sensazioni, aneddoti e particolari. Cos’ mi sono appassionato a questo canale e quando “sfogliando” i programmi ho visto un documentario dal titolo “The Blue Bike” l’ho registrato. Per farla breve si tratta dell’impresa sportiva di un uomo di mezza età che per onorare l’amicizia con un anziano vicino di casa, parte dall’Australia e si reca in Francia per ripercorrere la salita del Mont Ventoux, il “Gigante della Provenza” che l’amico ha fatto 25 anni prima. Per farlo userà la stessa bici da corsa dell’amico: la Blue Bike. Nota particolare: il protagonista da anni ha una vita sedentaria … il resto lo potrete scoprire solo vedendolo. Mi sono appassionato tanto che la mia pedalata è durata molto più del previsto, ho ammirato i paesaggi mostrati, da quelli australiani all’amata Provenza, ma soprattutto ho sofferto e “spinto” insieme a lui durante la durissima ascesa. Gli ultimi chilometri li ho vissuti con un senso di profonda commozione e all’arrivo avevo un groppo alla gola che si è trasformato in lacrime quando il protagonista, dalla cima del Mont Ventoux ha chiamato il suo amico in Australia per dedicargli il suo successo.

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2 thoughts on “THE BLUE BIKE

  1. Ho letto con molto piacere questo tuo post scritto con il cuore. Forse sarà per il fatto che provengo dalla mountain bike e la bici da corsa, forse per le piccole, grandi imprese che negli anni ho portato a termine oppure ho fallito, forse per il ricordo dei momenti trascorsi pedalando sulla cyclette dopo un infortunio oppure per i tanti bei paesaggi visti durante le uscite in bici o nelle gare ma di certo è stato bello questo momento di riflessione pensando ad un vecchio ciclista che parte e dedica la “sua impresa” ad un amico all’altro capo del mondo.

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