28/02/10

L’otto febbraio, nella seconda uscita del mese si ripresenta in maniera inaspettata il problema all’adduttore. Mi blocco dopo 500 metri per una fitta fortissima. Due qualche giorno sono dall’amico Stefano che dopo un paio di sedute di massaggio mi da il via libera per riprendere. Riparto il 22 con una sessione di 5 giri sul percorso “Campo” ma faccio fatica. Il 26 sono con altri amici a testare il percorso della gara degli alpini a Carzago Riviera. Faccio una fatica bestiale, malgrado andiamo pianissimo (6’20” al km) ed inoltre si manifesta un fastidioso dolore tra anca, schiena e fianco. Non gli do peso pensando che il periodo di inattività sia la causa di difficoltà di corsa e dolori. Il mese termina con soli 18,47 km su 4 uscite.

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31/01/10

L’anno nuovo inizia abbastanza bene. Complice la trasferta nel Lazio aspetto il 5 prima di riprendere e come per incanto il dolore al ginocchio destro non si ripresenta. Durante il mese esco davvero poco. Gli impegni con gli alpini sono pesanti e di conseguenza trascuro un po’ la corsa. Non ho neppure obiettivi a breve (mezze o che ne so) e così raggranello la miseria di 6 uscite per un totale di 53,46 km. La cosa buona di questo periodo è che grazie al Garmin 205 che mi sono regalato non sono più costretto a macinare gli stessi percorsi, ma posso spaziare dove mi pare.

31/12/09

Cominciano i problemi. Dopo la bella soddisfazione di Riva, il mese di dicembre si rivela problematico. Dopo due uscite tranquille (2, 5/12) con chilometraggio di 11 e 12,5 km a 5’40” al km e due più corte ma allegre (7,17 l’8/12 ad Arco sulla ciclabile che scende a Torbole e 6,91 il 10/12 a San Felice) con passo medio di 5’21” e 5’25” al km, mi devo fermare per un dolore al ginocchio destro. Riprovo il 18 e poi la viglia di Natale ma se il passo è sempre allegro, forse troppo, anche il dolore mi perseguita. Resto fermo un’altra settimana e riesco a correre solo il 31, al lido di Latina

dove siamo per passare l’ultimo con i parenti di mia moglie. Corro 10,11 km partendo dal campeggio dove alloggiamo e malgrado il forte vento trasversale mantengo un discreto passo chiudendo in 57’11” a 5’40” al km. Il totale del mese è di 58,2 km frutto di 7 uscite. Il primo anno intero di corsa è terminato con 987,674 km in 128 uscite, 7,716 km ad uscita per totale di 95 ore 27 minuti di corsa. Un buon risultato per un neofito come me, anche se resta il rammarico per non essere riuscito ad arrivare a 1.000. Riepilogando:

Grafici 2009

30/11/09

Il mese è da dividere in due: prima e dopo Riva. Prima 5 uscite per 35 km totali con medie al km tra i 5’16” e i 5’44”, senza però esagerare troppo.  Dopo tre sole uscite con 21 km. Il totale del mese, Riva compresa è stato di 77,35 km, decisamente in ribasso, influenzato comunque dal recupero, soprattutto mentale post Riva, ripartito su sole 9 uscite.

Garda Trentino Half Marathon 2009 – Riva del Garda 15/11/09

L’operazione “mezza” è cominciata in effetti sabato 14 con il trasferimento a Riva con il camper. Agile ritiro di pettorale

2013-02-07 18.51.33

il pettorale

e di pacco gara e passeggiata per le vie del centro, dove dopo le 19 si vedono solo gruppetti di runners in esplorazione. Il parcheggio è comodissimo, praticamente appiccicato al Pala Half e la notte passa tranquilla. Al mattino della domenica c’è fermento. Macchine che arrivano, voci, movimento. Mi alzo con calma e senza curarmi troppo del movimento esterno penso alla mia colazione. Una volta pronto, in comunque notevole anticipo sull’ora della partenza, esco per sgranchirmi ed iniziare un blando riscaldamento, percorrendo parte dell’ultimo chilometro contromano. Sono un po’ nervoso ma comincio ad abituarmi al clima del pre-gara. Certo non aiuta l’essere solo in quanto gli amici della Robur non sono presenti (quanto meno quelli che conosco). L’ora della partenza si avvicina e mi avvio verso l’inizio di via Liberazione dove, proprio di fronte al Castello è posto il via.

S45C-513020810560

il percorso

Non ci sono griglie e mi accodo al gruppone. Non mi interessa sgomitare nei primi metri (in effetti ci metto due minuti a raggiungere la linea di partenza una volta dato lo start) perché la strada è stretta, con cordoli alti e pericolosi. Partiamo abbastanza puntuali. Il primo chilometro è davvero impegnativo per gli altri atleti da schivare, i cordoli e le rotonde. Poi una volta raggiunta la strada per Torbole le cose migliorano e seppur in mezzo a tanta gente riesco a correre liberamente. Il “Garmin” è ancora là a venire, perciò cerco con una certa apprensione i cartelli dei km per capire che passo ho preso: ovviamente salto il 1° ma vedo il secondo e gli 11’ che leggo sul cronometro mi fan capire che sono partito come pensavo, forse un pelino troppo forte. Decido che va bene così anche perché ho sempre la sensazione che sia meglio portarsi avanti. Saliamo (leggermente) verso la frazione S.Alessandro. Le strade sono chiuse ed ogni incrocio è presidiato dai volontari. Seppure la zona non sia densamente popolata, sulle strade c’è gente e anche quando passo a S.Alessandro parecchia gente ci incita e applaude nei pressi della chiesa. Al 5° km tutto procede bene: 27’35”.

attorno al 5° km

attorno al 5° km

Continuo a salire verso Arco attorniato da tanti runners, supero il primo tappeto del rilevamento intermedio (come mai a Polpenazze non c’erano??) e prima dell’ingresso ad Arco arrivo al cartello dei 10 km: tempo 55’10”. Molto bene! Decido di utilizzare il gel che mi sono portato così al ristoro che sta per arrivare lo diluirò con l’acqua. Proseguo sulla ciclabile (da rimarcare un volontario con bandierina anche in un incrocio sotterraneo della stessa ciclabile con un’altra – complimenti). Entro in centro verso l’11° km trovando il secondo ristoro da cui prendo solo un po’ di acqua e passando tra le bancarelle pronte per i mercatini di Natale. Non c’è molta gente ma forse rispetto ai primi passaggi comincia ad essere un po’ tardi. All’uscita di Arco, nel punto più lontano da Riva, c’è il secondo tappeto per il rilevamento, lo supero e dopo qualche centinaio di metri mi immetto sulla ciclabile a fianco del Sarca. La densità di runners e di spettatori diminuisce drasticamente, anche se non si corre mai soli. Questo è forse il tratto più noioso per me. Lunghi rettilinei, curve ad ampio raggio che non consentono cambi di ritmo, un po’ di stanchezza e anche di noia. Mi aiuta un po’ la musica che mi accompagna. Al 15° km passo in 1 ora 22’45”, recuperando addirittura qualcosina sulla media generale. Al 16° km ecco il terzo ristoro. Questa volta rallento, cammino qualche metro e prendo un bicchiere di integratore che però non finisco: troppo freddo. Riparto. Mi sento bene, mancano solo 5 km mi dico e compio l’errore del principiante: provo ad allungare un po’ senza pensare che 5 km dopo averne fatti 15 non sono la stessa cosa di 5 km nelle mie uscite di 7/8 km. Proseguo in spinta fino al 17° ma quando sbuco sulla spiaggia di Torbole, complice un po’ d’aria (meglio non chiamarlo vento) contraria ed il fondo a piastroni un po’ sconnesso, mi inchiodo. Di colpo sembrano finire le energie. I trenta metri di rampa a fine spiaggia per riprendere la ciclabile mi sembrano l’Izoard.  Mi arrampico in qualche modo e malgrado non sia l’unico in queste condizioni, mi trascino verso il 18° km. Soprattutto la testa comincia a giocarmi brutti scherzi. Temo di buttare quanto di buono fatto fin’ora. Mi riprendo un po’ nei pressi della Lega Navale, porto S. Nicolò, grazie anche ad una provvidenziale discesina ed alla presenza di un po’ di spettatori tra cui riconosco una signora con una bandiera Finlandese che ho visto in vari punti del percorso. Il tratto successivo è invece un calvario. Il fondo è sempre sconnesso ed il vento fastidioso. Inoltre dei simpatici e caratteristici ponticelli arcuati mi mandano in crisi totale.

sulla spiaggia al 19° km

sulla spiaggia al 19° km

Supero con difficoltà la spiaggia dei pini e quella dei sabbioni e sull’ultimo ponte, quello più arcuato (ovvero ripido) addirittura cammino.

il ponticello al km 19,5

il ponticello al km 19,5

Riconosco il luogo del riscaldamento mattutino e capisco che manca poco; nei pressi di punta Lido mi conforta il cartello del 20° km.

Riva km 20

Ultimo km

E’ quasi finita e cerco di tirare fuori quel poco di energia che mi è rimasta. Attingo soprattutto a quella mentale, mi dico che va tutto bene, che sto infrangendo il muro delle 2 ore, che non posso mollare proprio adesso. Supero la fraglia vela, passo nei pressi del castello. Ormai è fatta. Mi infilo in via Maffei, se non proprio come un treno almeno come un tram, ed in mezzo ad una marea di gente che applaude (quanto è diverso dall’arrivo di Polpenazze), con tanti runners attorno, mi butto sull’arrivo

Riva 15.11.09

anticipando di 2” le due ore. Sono davvero stanco tanto che non fermo subito il cronometro, ma non importa.

S45C-513020209100

Missione compiuta. Mi gira un po’ la testa ma piano piano raggiungo il ristoro. Un po’ di tè ben zuccherato, un biscotto e mi avvio lentamente verso il camper. Mi raggiungono i miei cuccioli e mia moglie che mi fanno le feste. Che bello. Ero tanto concentrato che non li ho neppure visti negli ultimi metri di gara. Arrivo al camper e trovo un sms che mi aspetta sul telefonino: “Complimenti hai completato la Garda Trentino Half Marathon 2009 in 1994° posizione con il real time di 1 ora 57’56”.