Giulietta & Romeo Half Marathon 2009

La partenza

la partenza

08/02/09 – E’ il giorno della mia prima mezza maratona. Riuscirò a completarla? Ce la farò in un tempo decente? Il mio quadricipite reggerà? E la testa? La mattina sono agitato, raggiungo la zona della partenza posta di fronte all’ingresso della fiera e mi immergo nel marasma pre-via. Dopo qualche minuto devo tornare al camper per un pit-stop … benedetta agitazione. I minuti passano ed il momento fatidico si avvicina. Incrocio Manu e qualche compagno di squadra ma siamo tutti satelliti che circolano su orbite diverse. Faccio un po’ di riscaldamento, ma non troppo … devo già fare 21 km, non vorrei mai esagerare. C’è un gran “casino”. Gli speaker scaldano l’atmosfera. Entra in griglia il campione olimpico della maratona Stefano Baldini che si cimenterà pure lui sulla mezza. Be non male alla prima gara correre con un campione olimpico. Diciamo che lui corre … io partecipo per arrivare, ma non importa, calcheremo le stesse strade. Siamo un po’ in ritardo e la mia ansia cresce.

Poi tutto ad un tratto il via. Visto dal fondo, il serpentone che sale il cavalcavia della ferrovia fa una certa impressione. Parto a passo tranquillo, sono solo con le mie paure e le mie ansie ma anche con la voglia di regalarmi una emozione particolare, la voglia di poter dire “ce l’ho fatta”. Supero Porta Nuova ed affronto con una certa apprensione il selciato di Piazza Brà.

Arena

il mio passaggio attorno all’Arena

Intravedo Barbara ed i miei cuccioli Alex ed Andrea ed un po’ mi emoziono. La giornata è fresca ma non fredda e l’antivento comincia a darmi fastidio, così poco prima del quinto chilometro, nei pressi del ponte Scaligero, lo affido a mia moglie che lì si è spostata da piazza Brà. Corro con tanta gente, siamo un bel gruppone, probabilmente molti faranno la maratona e non la mezza, ma a me non importa. Eccomi al 5° km, il primo vero punto di controllo visto che non ho mezzi per rilevare distanza e tempo. Ci arrivo in 30’30” circa. Per adesso tutto bene. Mi sono imposto di correre “controllato” attorno ai 6’ al km e ci sto riuscendo. Mi avvicino al ristoro (Gualtiero mi ha raccomandato di non saltarli) e scopro che c’è solo acqua fredda, molto fredda. Me ne metto un sorso in bocca e la sputo. Non importa, durante le mie uscite non porto mai niente. Salendo verso il quartiere Chievo, man mano che ci si allontana dal centro, la densità di concorrenti diminuisce e fatico a rimanere concentrato sulla corsa. Per fortuna mi raggiungono e passano Gualtiero e Marilena (che fanno la maratona) ed il diversivo mi aiuta a superare questo momento. Supero l’Adige nei pressi dell’ottavo chilometro e ne approfitto per utilizzare il gel che mi porto appresso. Che saporaccio! Speriamo mi dia un po’ di energia. Proseguo su una strada dritta e noiosa (almeno al mio passo lento) ma arrivo bene al 10 km dove è posto il rilevamento cronometrico. C’è un po’ di confusione ma riesco comunque a vedere che siamo sull’ora e due minuti. Molto bene mi dico, anche in considerazione del minuto abbondante che ho impiegato a passare sotto lo striscione della partenza al via. Approfitto del ristoro raccogliendo una manciata di uvetta sultanina e bevo un goccio di integratore, il tutto praticamente senza fermarmi. Le gambe girano lente ma costanti e siamo ancora in tanti. Dopo pochi metri si svolta a sinistra ed inizia il tratto di ritorno. Si costeggia l’Adige che offre qualche scorcio interessante. Cerco di gestire le energie evitando di farmi trasportare dall’euforia ma comunque mi accorgo che man mano raggiungo alcuni concorrenti mentre da dietro non rinviene praticamente nessuno. Non cambia nulla ma psicologicamente aiuta. Il 15° chilometro arriva quasi senza che me ne accorga e conferma che il mio passo è costante: 1 ora, 31’ e spiccioli. Raccolgo una bottiglietta di sali senza fermarmi e la bevo (si fa per dire) proseguendo la corsa. Ci stiamo riavvicinando al centro di Verona. Mi aspetta il ponte scaligero, il passaggio in piazza Brà e poi lo stesso tratto dell’andata fino ai padiglioni della fiera. Al 17° chilometro, proprio ai piedi del ponte Scaligero si separano i destini di chi partecipa alla maratona che prosegue dritto, da chi come me (e siamo i più tanti) svolta a destra per la mezza. Il ponte è suggestivo ma impegnativo per l’andamento a schiena d’asino

Ponte scaligero

sul ponte Scaligero poco dopo il 17° chilometro

ma subito dopo il passaggio in pieno centro con tanta gente e la musica di alcune band rende meno faticoso l’arrivare al 18° chilometro. In zona porta Nuova troviamo il ristoro (anticipato) e bevo un breve sorso. Anche se inizio ad avvertire la stanchezza sto bene e in questo recupero più di un partecipante che probabilmente ha gestito meno bene di me le forze. Sul tanto temuto cavalcavia

cavalcavia

sul cavalcavia della ferrovia …. ancora poco più di 1 km

passo almeno una quindicina di persone. Sono galvanizzato e supero di slancio il ventesimo chilometro sbirciando il cronometro: 2 ore 2’. Manca poco, mi dico, ancora 5 o sei minuti e mentre lo penso accelero tanto che tra le transenne del piazzale interno della fiera mi sembra di volare (esagerato). Chiudo in spinta in 2 ore 7 minuti e 16 secondi.

L'arrivo

l’arrivo

Ce l’ho fatta!! Quello che ad ottobre non era neppure un pensiero, a novembre un sogno impronunciabile e poi man mano una speranza si è compiuta. Ho completato la mia prima mezza maratona: 21,097 chilometri di corsa in 2 ore 7 minuti e 16 secondi.

Diploma

il diploma

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Da inizio Gennaio alla mia prima mezza

11/01/09 – Dopo qualche giorno di riposo per le vacanze di inizio anno riparto il giorno della Befana, sotto una fitta nevicata. Per l’occasione scendo a Salò e raggiungo l’altro lato del golfo, fino alle Cure del Lino. I km sono ben 11,7 ma il tempo è altissimo, 6’49” al chilometro. Sono affranto. Esco ancora due volte su percorsi noti ed il passo è subito migliore: 5’36” al km l’8/01 per 7,54 km e 5’40 al km il 10/01 per 7,14 km. Mi rassicuro un po’ anche se ormai manca meno di un mese a Verona. Totale settimanale km 26,362.

18/01/09 – Altre tre uscite per un totale di 26,096 km. Sulle distanze brevi viaggio sempre sotto i 6’ al km, ma appena la distanza cresce sono guai. Inoltre un fastidio dietro la coscia inizia a tormentarmi, soprattutto nei tratti in salita o quando allungo la falcata. Speriamo bene.

25/01/09 – Settimana disastrosa. Mentre risalgo dalla “Baia” sento una fitta fortissima al quadricipite e mi devo fermare. Riparto faticosamente e lentamente ma il dolore è forte. Arrivo a casa quasi in lacrime. Non è possibile, proprio adesso, a due settimane dalla mia prima mezza sono ko. Gualtiero mi dice di non disperare e di andare a farmi vedere da qualcuno. Chiamo l’amico Stefano che è fisioterapista e appena inizia a lavorare sulla mia coscia mi rassicura: è solo una contrattura. Sarà ma a me fa un gran male!! Dopo due sedute per sciogliere la contrattura mi dice che sono abile ed arruolato.

01/02/09 – Riparto ma senza forzare. Non sento dolore ma la paura di bloccarmi è tanta. Certo non è il miglior viatico per affrontare una mezza. Gualtiero mi sprona e anche Manu, una collega maratoneta tascabile molto ma molto veloce mi fa coraggio. Effettuo tre uscite di mantenimento, sui 6 km l’una a passo tranquillo superiore ai 6’ al km.

07/02/09 – La settimana della mia prima mezza scorre veloce tra preparativi dell’abbigliamento, studio del percorso sulle cartine. Esco il martedì per un giro della “Baia” da 6,5 km ed il venerdì per una rifinitura da 4 km. Il sabato sera, dopo aver ritirato il numero da Massimo che è passato a ritirare tutti quelli della nostra società (Robur Barbarano) parto con il camper per Verona con la mia famiglia. La cena è ovviamente a base di pasta, così da immagazzinare un po’ di carboidrati e la notte è un po’ agitata.

Il 2008

I tre mesi di corsa del 2008 li suddivido in settimane per meglio fissare i vari step della preparazione.

05/10/08 – La prima settimana di corsa termina dopo 3 uscite per complessivi 13,89 km (29/09 km 3,18 + 01/10 km 4,76 + 03/10 km 5,95) con corsa totale di 1 ora e 33’, certo nulla di eclatante ma almeno ho retto una settimana.

12/10/08 – Anche la seconda settimana sono riuscito a mantenere le tre uscite, incrementando la durata delle stesse tanto da percorrere in totale 20,21 km (6/10 km 7,95 + 8/10 km 5,12 + 12/10 km 7,14) sempre utilizzando percorsi vicino a casa (giro “asilo”, “casa” e “campo da calcio”). Il passo è sempre molto blando ma non ci sono particolari problemi.

19/10/08 – Anni di inattività hanno presentato il conto. Durante l’uscita del 15/10 un forte dolore al polpaccio mi obbliga a fermarmi dopo poco più di 3,5 km e quando riprovo il 19/10 percorro solo 2,3 km prima di dovermi fermare di nuovo con fitte fortissime. Tra me penso che anche questa volta sarà un buco nell’acqua, che dopo aver percorso 40 km in tre settimane ritornerò sedentario come prima.

09/11/08 – Sono tre settimane che non corro. Finalmente il polpaccio non mi fa male, almeno a camminare. Gualtiero mi continua a sostenere, consigliandomi di andarci tranquillo ma spronandomi a non mollare …… be che dire, non è lo stesso misurarsi solo con la propria coscienza (facile da eludere) o con un amico che ti aiuta a superare i momenti di sconforto.

16/11/08 – E’ stata una settimana proficua! Questa volta non ho mollato e sono riuscito a ripartire. Il lunedì niente corsa ma camminata veloce con la “ruota” per quasi 9 km misurando due nuovi percorsi, il “colle Boschette” e il “Baia del Vento”, poi 6,5 km il venerdì finalmente di corsa e 7,5 la domenica, con passo almeno per me accettabile (6’10” /km). Gualtiero cerca di convincermi a finalizzare il mio lavoro a qualcosa di importante, tipo una mezza maratona, e mi “consiglia” la mezza di Verona dei primi di febbraio. Secondo me è pura utopia. 21 km di corsa continuativa …… ma scherziamo?

23/11/08 – Il tarlo insinuato da Gualtiero comincia a fare effetto. La settimana è incasinata, non riesco a rispettare le tre uscite, ma seppur con solo due arrivo a percorrere quasi 22 km. Il 19/11 8,9 km e il 21/11 per la prima volta oltre i 10 km … certo molto lentamente ma arrivare a 13 km effettuando due giri della “Baia del Vento” è un gran risultato. Chi anche un tapascione come me possa riuscire a trasformarsi in un podista amatoriale?

07/12/08 – Ci voleva anche l’influenza a frustrare i miei sogni di gloria. Non una gran cosa ma è meglio stare al calduccio così mi perdo al settimana dal 24 al 30/11. Riparto faticosamente il primo dicembre ma le gambe sono fiacche. Comunque riesco a fare le canoniche tre uscite per un totale di 16,8 km

14/12/08 – Solite tre uscite settimanali questa volta per 27,2 km totale grazie al giorno festivo (8/12) che mi permette di fare in un colpo solo 15 km. Il passo è quello che è (6’28” al km) ma il fatto di correre per 1 ora e 37’ sulle dolci (in macchina) ma impegnative (a piedi) colline della Valtenesì mi riempie di gioia. Il giro preferito è il “Baia del Vento” che da casa mia, quasi interamente su piste ciclabili/pedonali porta nei pressi del camping Fornella e ritorno. Che davvero possa pensare di tentare la mezza a Verona?

21/12/08 – Altra settimana proficua con il nuovo record di chilometraggio. Dopo due uscite “normali” di 5,7 e 10,1 km domenica 21/12 decido di provare cosa vuol dire fare 21 km di corsa. In fin dei conti se riesco a farli sulle colline di San Felice potrò pensare di farli ancor meglio su percorsi pianeggianti. Parto a mezza mattina, armato di tanta fede e voglia di provare. Il passo è lento, riscaldamento attorno a casa (1,5 km) e poi tre giri della “Baia del Vento” (6,515 cad) per toccare la fatidica quota dei 21 km, senza mai esagerare: in fin dei conti l’obiettivo è resistere, non guardare il cronometro. Alla fine chiudo in 2 ore 21’ 16” con un passo di 6’42”, certo poca cosa per i veri runner ma di grande soddisfazione per me.

28/12/08 – Settimana più tranquilla, anche per smaltire i chilometri della precedente. Tre uscite per un totale di 21,16 km con passo medio attorno ai 6’ al km.

31/12/08 – Si chiude il 2008 con un’uscita rapida di soli 4,7 km causa anche qualche dolorino sparso. In tutto, dal 29/09 ho corso 26 volte per un totale di 191,837 km con una media di 7,378 km ad uscita. Il tempo totale di corsa è stato di 20 ore e 41 minuti. Una volta ho superato i 20 km ed altre 3 i 10 km. Non mi lamento, anzi sono contento. Nel frattempo Gualtiero mi ha iscritto alla mezza di Verona dell’8/02/2009. Lui è tranquillo per me, io un po’ meno. Avrò il numero 5.859, che emozione!

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L’inizio

29/09/08 – Il caso vuole che la data della mia prima uscita sia quella dell’onomastico. Inizio con calma, seguendo un percorso misurato anni fa denominato “asilo” in quanto transita davanti al micro-nido che frequentava mio figlio. Alla fine 4 giri da 795 metri per un totale di 3,18 km in 21’19”. I primi chilometri sono con un paio di scarpe Asics non troppo comode.

Premessa

Provo ad usare questo strumento per mettere in fila i miei ricordi e tenere traccia non solo statistica ma anche discorsiva della mia seconda o terza vita sportiva. Sono nato nel settembre del 1967 e fin da piccolo mi sono avvicinato allo sport. Dapprima lo sci e dopo una frattura ad una tibia l’altetica leggera, sport che ho praticato dai sette ai quindici anni. Di quel periodo ricordo l’impegno e soprattutto le “famigerate” campestri, dove prima che con gli avversari combattevi con freddo e fango. Non sono mai stato un fenomeno anche se qualche soddiffazione me la sono tolta, soprattutto negli ultimi anni quando mi sono specializzato dapprima negli 80 ostacoli e soprattutto nel salto in alto, dove ho raggiunto a 14 anni 1,85 con una certa regolarità.

Ma si sa che l’altetica è spietata, come tutti gli sport individuali, così a 15 anni, stanco di cinque allenamenti a settimana (+gare) e consapevole che i mezzi fisici non mi avrebbero portato lontano, sono passato al basket, nelle file della Libertas Salò. Avevo tutto da imparare ma la mia notevole elevazione mi ha aiutato a trovare dello spazio nelle giovanili, al temine delle quali sono passato alla Pol. Vighenzi Padenghe in prima divisione, prima di tornare a Salò e gettarmi con tanti amici nell’avventura Basket Barbarano (sia come giocatore che come aiuto allenatore). Purtroppo un legamento saltato mi ha messo ko, relegandomi ad un ruolo sedentario che solo le saltuarie gare dell’Associazione Nazionale Alpini interrompevano.

Più volte ho cercato di iniziare a muovermi con continuità, ma tutti i tentativi si sono miseramente arenati alle prime difficoltà (magagne fisiche). Nel 2008, all’inizio dell’autunno, stimolato dall’amico Gualtiero, ho finalmente decido che era venuto il momento di fare sul serio (si fa per dire) e così a fine settembre ho iniziato a muovere i primi faticosi passi.

Quello che seguè sarà un diario di questo cammino, memoria per me e stimolo per chi pensa sia impossibile cambiare le proprie abitudini di vita.