28/02/2015

A febbraio le cose vanno un po’ meglio con ben 14 uscite per un totale di 132,45 km. Una sola gara hinterland, il Memorial Rossetti a Roncadelle, in una fredda ed umida giornata, corso ad un passo discreto di 5’23” al km (10,59 km).

22.02 Roncadelle

Nel mese anche la prova del percorso della 2a Magnifica Salodium, tanto per cambiare in una giornata piovosa e nebbiosa.

31/01/2015

Primo mese del 2015 con 11 uscite per 111 km. Il 6 gennaio giro del San Michele con Daniele, partendo da Salò direzione Barbarano, Gardone (Villa Alba) e discesa dalla “Seggiovia” per un totale di 15,32 km corsi in 1.35’16” (D+ 517).

Nel mese due corsette Hinterland: la ormai solita “Quater pass a Lunà” (11,56 km fatti ai 6’/km in mezzo alla nebbia)

e la Camminata di S.Angela Merici a Desenzano (5’57”/km). Periodo di forma così così.

1.611,597 km !!!

Sullo slancio del nuovo massimo annuale di km raggiunto già il 6/12 dopo un bel lungo in Valtenesi (18,57 km in 1.52’03) aumento la lunghezza delle uscite (8 volte più di 10 km) raggiungendo il totale mensile di 120,365 km. Il 2014 lo chiudo con 1.611 km ed un incremento rispetto al 2013 di 91 km e con tutti i mesi ben sopra i 100 km. I più c’è anche il personale sulla mezza fatto registrare ad aprile a Strà.

Grafico 2014

30/11/14

Prosegue il periodo di poca vena. A parte la partecipazione all’impegnativa e piacevole “Maratonina delle frazioni di Manerba” del 1° novembre (12,53 km con il passaggio nel parco naturale e tanto su e giù – tempo 1.13’33” – 5’53” al km) il mese viene completato con un totale di 13 (di cui 5 di + 10 km) uscite per 113,58 km. Da inizio sono a 1.491 km corsi e mancano ormai solo 30 km per superare il mio massimo storico di 1.520 totalizzati nel 2013.

 

31/10/14

Altro mese così così. Il 5/10 partecipo alla D’Annunzio RUN, una impegnativa gara “tutto salita” che parte dal lungolago di Gardone Riviera ed arriva dopo 10,5 km sulle pendici del Monte Spino con un D+ di circa 1000 metri.

“Pronti via” e tutti scappano via ad un passo insostenibile per me. Dopo 1 km inizia la salita vera e propria. Reggo benino fino al “Vittoriale” ma quando salendo verso Montecucco la pendenza diventa importante inizio ad arrancare. Passo Tresnico (km 4) ed arrivo provato a San Michele (km 5) dove per fortuna trovo 500 metri di piano e discesa. Da qui all’arrivo, ovvero per ulteriori 5 km, la strada non da più tregua, diventando anche sterrata. Non posso che salire camminando, riuscendo qua e là a correre qualche breve tratto giusto per sgranchirmi un po’. Termino la mia fatica in 1.42’09” (10,5 km – D+ 1.058 m). https://connect.garmin.com/modern/activity/606002636

Il resto del mese passa tra uscite “normali” ed una leggera influenza con un totale di 105 km in 12 uscite, di cui solo 3 di oltre 10 km.

 

MEZZA DI MONZA – 14/09/14

Giornata storta o altro ?

Da qualche anno aspettavo l’occasione per partecipare alla mezza di Monza, attratto dalla particolare location che vede lo svolgersi della gara tra pista e parco e così, dopo un’estate carica di km (147 a luglio e 179 ad agosto) è finalmente il momento. Partiamo da San Felice di buon’ora io e Daniele (al rientro dopo le operazioni alle ginocchia) con il camper così da non avere problemi logistici. Viaggio tranquillo ed arrivo nel retro paddock senza problemi, così come il ritiro dei pettorali. E’ ancora presto così possiamo prepararci con tutta calma.

 

La giornata si prospetta calda (dopo un’estate che definire fredda e piovosa è un eufemismo) e restiamo dubbiosi fino all’ultimo se togliere la seconda maglia od usarla: alla fine la teniamo e almeno per me sarà una pessima decisione. Poco prima dell’orario del vi vengono aperti alcuni box e ci troviamo sulla pit-line dalla quale attraverso uno stretto passaggio (molto stretto) raggiungiamo il rettilineo del via, dove ci infiliamo nella nostra griglia. C’è tanta gente, i soliti furbi che si infilano in griglie diverse dalla loro e più di uno senza pettorale che tranquillamente scavalca le transenne e si sistema nel gruppone. Pronti via ed il serpentone colorato occupa tutta la pista lanciandosi verso la prima variante.

 

Io e Daniele partiamo senza esagerare, cercando di tenere le traiettorie più dirette (è un attimo fare centinaia di metri in più viste le dimensioni della pista) e transitiamo al 1° km in 5’22”30. La mia corsa è abbastanza faticosa, poco fluida ma spero che proseguendo le cose migliorino. Dico a Daniele di andare pure avanti visto che sembra un po’ frenato e che io mi sento obbligato a tenere il suo passo, liberandomi dal problema di non fare il passo che mi sento. Proseguo comunque bene, ad una trentina di metri da lui, con dei buoni parziali (2° km 5’18”20 – 3° 5’16”90 – 4° 5’10”00 – 5° 5’10”60) godendomi il giro di pista. I primi due km fuori pista presentano due sottopassi impegnativi ma li supero bene (6° e 7° km entrambi in 5’20”) ma proprio in uscita dal secondo si presenta un dolore che partendo dallo stinco arriva al polpaccio: che sia la scarpa troppo stretta? Nel dubbio proseguo e cerco di correre un po’ più leggero, in un tratto già di per se faticoso visto che mi trovo in un lungo rettilineo diviso in due da transenne e vedo quelli più avanti di me già nel tratto di ritorno. Il problema al polpaccio non peggiora ma neppure passa ed il passo ne risente (8° km in 5’30”20 e 9° km in 5’28”80) fin che decido di fermarmi e provare ad allentare la chiusura della scarpa. Riparto e le cose sembrano andare meglio ed il 10° km sembra darmi ragione visto che malgrado la sosta lo corro in 5’28”00 passando in 53’25” (media 5’20”50).

 

Mi accorgo però di fare parecchia fatica ed ogni dislivello positivo mi fa penare. Il passo ne risente subito e i parziali lo dimostrano inesorabilmente (11° km 5’40” – 12° 5’24” – 13° 5’39” – 14° 5’50”). Arrivo al ristori del 15° e contrariamente al solito cammino, bevo e ….. non riparto più …. ovvero la camminata si protrae per almeno 200 metri. Ma non sono solo le gambe a dare forfait. Più che altro è la testa, impegnata in calcoli astrusi su tempi previsti, presunti e reali. Passo al 16° km in 1.28’20” (media 5’31”) e sfruttando un tratto in discesa mantengo per lo meno un passo sui 5’30” al km. E’ allo spugnaggio del km 17,5 che avviene la resa … incondizionata. Smetto di correre ed inizio a camminare, proprio sul lungo rettilineo che riporta verso la pista. La testa è vuota, alterno brevi tratti di corsa a lunghe camminate, percorrendo il tratto tra il 18° ed il 19° km addirittura in 7’14”, seguiti da un 6’40” tra il 19° ed il 20°.

Neppure l’avvicinarsi alla pista mi aiuta a riprendermi e mi scuoto solo in prossimità del traguardo, quando mentre sto penosamente passeggiando, un altro concorrente mi richiama alla realtà facendomi notare che mancano solo 200/300 metri. Riparto di slancio con un passo sotto i 5’ al km, lasciando per strada il buon samaritano che mi ha spronato (che ingrato). Chiudo con il tempo di 2.02’09” ma sono talmente in palla che sul Garmin leggo 2.04’.